About “Chinese Corridor” gallery

Con onestà intellettuale l´autore dichiara che dietro il lavoro non c´è un vero e proprio progetto e che è venuto così, quasi per caso.
Poi, guardando il portfolio, ti accorgi che ha il sapore della "leggerezza", non nel senso di cosa di poco conto o banale, ma nella accezione positiva che Italo Calvino diede in Lezioni Americane a questa parola: sottrazione di peso. L´ autore nel suo "non progetto" più o meno consciamente ha sottratto peso superfluo, ha tolto tutto quello che poteva essere di zavorra per la rappresentazione della vita che passa in quel corridoio, enfatizzando di conseguenza il significato delle cose e delle persone.
Lo stesso identico punto di ripresa fotografico, metodo che non dovrebbe dare troppo spazio ai contributi soggettivi dell´autore, diviene invece il suo punto di vista e la sua cifra, il suo stile personale di rappresentare la realtà.
Mi torna alla mente lo scrittore americano Paul Auster ed il suo racconto "Il racconto di Natale di Auggie Wren" tradotto in pellicola dal regista Wayne Wang con il titolo "Smoke".
Il pensiero di Paul Auster, in assonanza con la leggerezza calviniana, prende forma e consistenza in un episodio del racconto dove il tabaccaio Auggie col pallino della fotografia spiega il suo ossessivo progetto di scattare una foto, alla stessa identica ora tutti i giorni della sua vita, dalla stessa identica posizione: il marciapiede di New York opposto alla sua tabaccheria. Paul, un suo amico scrittore desideroso di conoscere il suo progetto iniziato 13 anni prima, non può fare a meno, nello sfogliare le decine di album, di esclamare sbigottito ed annoiato: "Ma sono tutte uguali!"
E il tabaccaio-fotografo: "Esatto. Più di quattromila foto dello stesso posto alle otto in punto del mattino. Quattromila giorni uno dopo l´altro fotografati con ogni sorta di tempo. Ogni mattina nello stesso posto allo stesso momento. Si potrebbe chiamare il lavoro di una vita. E´ una piccolissima parte del mondo, ma le cose succedono lì come dappertutto. Questa è una cronaca del mio angolino". Il suo amico continua a non capire e Auggie lo consiglia: "Non capirai mai se non rallenti, vai troppo in fretta. Quasi non le guardi, le fotografie. Le immagini possono sembrare tutte uguali. Il posto è lo stesso, ma ogni foto è diversa dall´altra. Ci sono le mattine col sole e quelle con le nuvole, c´è la luce estiva e quella autunnale [...] Si, rallentare, questo è il mio consiglio."
L´operazione che tenta Malevich con il "Corridoio cinese" ha la stessa matrice operativa dell´immane lavoro del tabaccaio-fotografo. Ed è vincente l´operazione di fissare il luogo e l´inquadratura per farci apprezzare il significato dei particolari che cambiano o che, viceversa, permangono.
Lo sguardo "leggero" di Knulp Malevich ce li ha fatti percepire attraverso la sua quotidiana osservazione.­(Maurizio Lupi)